Manifesto della rete italiana Women Are Europe

womenareurope

Questo manifesto è il risultato di una scrittura collettiva ed è l’avvio di un percorso politico di scambio e confronto cominciato a Milano il 6 aprile durante il primo incontro della rete Womenareurope.

Da oggi il percorso è aperto all’adesione di singole, associazioni e movimenti che ne condivideranno lo spirito e il contenuto e che lavoreranno per renderlo realtà.
Per aderire inviare una mail a womenareurope@gmail.com

MANIFESTO DELLA RETE ITALIANA

WOMEN ARE EUROPE

wae scrivania

IO DECIDO

 Io decido: con queste parole le donne di Spagna e d’Europa hanno risposto al tentativo di controriforma della legge spagnola sull’aborto.

Io decido vuol dire non accettare imposizioni di alcun tipo sul proprio corpo e sulla propria sessualità.

Io decido vuol dire autodeterminazione: è scegliere di diventare o non diventare madre, è vivere liberamente la sessualità e il proprio orientamento sessuale, è dare spazio ai propri desideri e progetti di vita.

In questo momento di grave…

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#8Marzo – Le donne lo sanno.

Ho fatto molte cose nella mia vita, ma di occuparmi dell’organizzazione di una mostra d’arte non mi era capitato mai.

l’Altro ieri hanno terminato l’installazione dei quadri per questo 8 marzo ed era sera inoltrata ormai quando finalmente riesco a trovare il tempo per fare un giro in sala.

Non c’è più nessuno.

Sono sola. Io e me.

Scatto alcune foto dell’ambiente che ospita la mostra di sole artiste donne.

Non c’è una buona luce. Le lampade sul soffitto si specchiano sui vetri dei quadri e disturbano l’osservatore. Me ne accorgo con più consapevolezza quando rivedo le foto appena scattate. Faremo l’inaugurazione l’indomani nel tardo pomeriggio e spero che le luci non diventino un problema.

No, non c’è una buona illuminazione, ma quel quadro mi salta comunque agli occhi.

foto4

O, per meglio dire, mi salta comunque al cuore. Mi avvicino è scatto una foto

ALBATROS - Antonia Bortoloso

Antonia Bortoloso

Le donne lo sanno. Lo sanno da dentro. Lo comprendono con le cellule prima che con la mente.

Non so se sia per un fattore genetico o per istinto o per substrato culturale, ma sono certa che qualunque donna vedendo questo quadro capisce all’istante l’intenzione dell’artista.

C’è una poesia in basso a destra del quadro, lì le fastidiose luci non disturbano l’osservatore.

Mi avvicino e leggo: 

Io ero un uccello
dal bianco ventre gentile,
qualcuno mi ha tagliato la gola
per riderci sopra
non so.
Io ero un albatro grande
e volteggiavo sui mari.
Qualcuno ha fermato il mio viaggio,
senza nessuna carità di suono.
Ma anche distesa per terra
io canto ora per te
le mie canzoni d’amore.

La riconosco subito. Subito. E mi scivola una lacrima.

Ma non importa, tanto non c’è nessuno.

Sono sola. Sono solo io e me.

Anzi… no.

Con me c’è Alda Merini e la sua poesia e c’è Antonia, che ha realizzato il quadro.

Ci sono le donne che non ho mai conosciuto, ma di cui ho letto sui giornali perché vittime di #femminicidio.

Ci sono le bambine vittime di infibulazione.

Ci sono le donne vittime di maltrattamenti, donne private della possibilità di decidere di se stesse e del loro corpo, del loro futuro… 

Con me ci sono le Donne. Quelle stesse donne che, come nel quadro di Antonia, sono state strappate, stracciate, ferite nel corpo e nell’anima.

Vorrei si smettesse, e vorrei lo facessero le giovani donne in primis, di chiamare l’8 marzo “festa della donna”. Perché da festeggiare, davvero, non c’è niente.

E le donne lo sanno, lo sanno da dentro, lo sanno nelle cellule.

Didì

P.S.: ringrazio di cuore Antonia Bortoloso per la sua arte e per la sua sensibilità e per avermi permesso di utilizzare, su questo piccolo blog, la foto “rubata” l’altra sera.

 

#YoDecido saca tu rosario de mis ovarios – fuori il tuo rosario dalle mie ovaie

Potrei riassumere, per opinione personale, il perché profondo di questa giornata di donne e uomini nelle piazze d’europa, con questa immagine:

saca tu rosario de mis ovarios

saca tu rosario de mis ovarios

La modifica apportate dal governo Rajoy alla legge che regolamenta l’interruzione di gravidanza volontaria, non cambia le sorti del paese. Semplicemente mette a rischio la salute delle donne; ne riduce l’autodeterminazione; la libertà; la condizione sociale.

Allora perché modificare in modo così restrittivo quella che era una buona legge?

Ecco. La risposta, almeno per me, è in quella foto.

Non la Politica, intesa al suo più alto livello di significato, ma la Religione, la convinzione di pochi diventa motore di un’azione politica – qui sì, ai minimi livelli – tanto discutibile quanto  deleteria per le donne. E tutte noi sappiamo quanto, ma soprattutto COME, le religioni, nessuna esclusa, tengano in considerazione le donne e il loro ruolo nella società.

Così in Spagna, così in Italia, così in Turchia… … …

Lo so, a molti, ad alcune non piacerà, ma sappiate che anche le donne rientrano nella tutela dei Diritti Umani e dunque hanno il Diritto all’Autodeterminazione .