‘Ma questo si saprà in Paese?’

 

“Mi chiamava lurida mula”.

“…salì sulla mia pancia e mi diede tante di quelle botte che persi il mio bambino”.

Di Vincenzina e della sua vita conosco solo quello che i giornali raccontano.

Ma il suo racconto è anche il racconto di altre 6 milioni e 788 mila donne (dati ISTAT)

Delle parole di Vincenzina, questa è quella che più di tutte mi rimbomba nel cervello: ‘Ma questo si saprà in Paese?

Povera Vincenzina, vittima di un marito violento e di una cultura patriarcale che vuole l’uomo dominante e la donna sottomessa.

Deve essere stato liberatorio per lei: “L’ho ucciso con il bastone con cui mi picchiava”.

Ma non è così che avrebbe dovuto finire Vincenzina.

Non dovrebbe mai finire così.

Ma nemmeno mai dovrebbe essere instillato nelle coscienze che se un uomo malmena una donna il senso di colpa e la vergogna sia di lei e solo di lei Family Day – Roma 20 giugno 2015

Anche se domani, sì, si saprà in paese.

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#MottaVisconti “Perché mi fai questo?”

Quasi si riesce a vedere tutto lo stupore del viso di Cristina: “Perché mi fai questo?”.

Lo stupore per un atto insulso, inutile, senza ragione … senza futuro.

“Non c’è stato un raptus o un elemento scatenante – hanno aggiunto gli inquirenti – come una lite, o una brutta notizia: Lissi ha agito in modo lucido, nonostante il folle gesto”

Io non riesco a chiamarlo “folle gesto”. Davvero non mi riesce perché lascerebbe spazio all’infermità mentale.  Ma “ha agito in modo lucido” questo sì riesco a registrarlo e codificarlo con chiarezza nella mente: un gesto lucido e volontario.

Cristina e i suoi bambini sono stati uccisi da un freddo, lucido e volontario assassino.

“Avevano il mostro in caso e non se ne sono accorti”

Cristina e i suoi bambini sono stati uccisi come tante , troppe altre donne e bambini, vittime di un maschio fallito.

 

#DecretoFemminicidio e il vuoto che mi resta

Ce lo siamo dette in ogni lingua del mondo, lo abbiamo gridato, ballato,  postato, twittato, scritto… e ancora adesso, dopo le ennesime tre vittime di oggi, sappiamo solo che quegli uomini verranno puniti con più severità. Forse.
Ma la punizione presume vi sia già una vittima -alla faccia della prevenzione e contrasto- che non è stata protetta, che non è stata ascoltata, che ha denunciato ma che non è stata salvata.
La verità, amarissima, è che nessuna vera prevenzione o contrasto è stata prevista nel #DLfemminicidi, ed io mi sento inerme. Come altre milioni di donne, mi sento impotente. Mi sento usata da questa politica che strumentalizza fatti gravissimi come la violenza sulle donne a scopo di mera propaganda politica.
Così io mi sento.
Certo occorre essere duri nella punizione, ma non può essere dura solo in alcuni casi: la donna è incinta, c’è un minorenne, avviene “in famiglia” (questa poi è buffa: in famiglia, cosa vuol dire, che in questo caso anche una coppia di conviventi è considerata famiglia? oppure no??). L’omicidio di una donna è sempre un omicidio e non può essere considerato più o meno grave. E’ un omicidio di genere. Punto.
Insomma, tanto dire e poi la montagna ha partorito un topolino piccolo piccolo e pure monco, orfano com’è di buon senso, che, in questo caso, si chiama prevenzione e contrasto veri.
Perché la prevenzione deve avvenire dal basso, dal profondo del problema che per me, come per altre milioni di donne,  è e resta culturale.
Cosa c’è nel DL Sicurezza? leggete qui e vi accorgerete che è sterile, io non ci leggo la volontà di affrontare il problema alla radice. Forse lo faranno in un tempo “poi”? Forse, ma sicuro risulterà un tempo “tardi”.

Donne più impegnate di me, con più armi culturali di me,  hanno e stanno scrivendo in merito, ma il silenzio degli uomini su queste tematiche, che li tocca, o dovrebbe toccarli, nel profondo, mi spiazza, mi lascia interdetta: ma davvero non avete niente da dire?