RICEVIAMO DALLA SPAGNA PER IL 1 FEBBRAIO

Noi con le donne spagnole #nomorehangers #womenareurope #yodecido

womenareurope

Abbiamo ricevuto tramite Eleonora questo documento dalla Spagna, verrà distribuito il primo febbraio sotto al Parlamento spagnolo, qui trovate le traduzioni in italiano, francese e inglese, facciamo girare!

Espagne IVG porque decido versions ES,FR, ANG

« Perché io decido » Testo che verrà consegnato  al Congresso dei Deputati 

A Madrid il 1° febbraio , partiremo alle 12.00 dalla stazione di Atocha verso la Camera dei Deputati , lì consegneremo per registrazione al Capo del Governo , al Presidente del Congresso , al Ministro  Ana Mato , ai Ministri Alberto Ruiz Gallodon e ai diversi  gruppi del congresso   il testo  che segue, scritto da Alicia Miyares .

Perché io decido

Perché io decido  partendo dall’autonomia morale, che è la base  della dignità di tutte le persone, non accetto  nessun obbligo o divieto posto ai miei diritti sessuali  e riproduttivi,  nessun  impedimento  alla mia totale realizzazione  in quanto persona.  In quanto essere…

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#DirittiUmani 10 Dicembre – la conoscenza ci rende esseri liberi e coscienti.

Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo
(Approvata dall’assemblea delle Nazioni Unite il 10 dicembre del 1948)

Il 10 dicembre 1948, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato e proclamato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il cui testo completo è riportato di seguito. Dopo questa solenne deliberazione, l’Assemblea delle Nazioni Unite diede istruzioni al Segretario Generale di provvedere a diffondere ampiamente questa Dichiarazione e, a tal fine, di pubblicarne e distribuirne il testo non soltanto nelle cinque lingue ufficiali dell’Organizzazione internazionale, ma anche in quante altre lingue fosse possibile usando ogni mezzo a sua disposizione. Il testo ufficiale della Dichiarazione è disponibile nelle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, cioé cinese, francese, inglese, russo e spagnolo.

Preambolo

Considerando che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti eguali e inalienabili costituisce il fondamento della libertà, della pace e della giustizia nel mondo;

Considerando che il non riconoscimento e il disprezzo dei diritti dell’uomo hanno condotto ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell’umanità e che l’avvento di un mondo in cui gli esseri umani saranno liberi di parlare e di credere, liberati dal terrore e dalla miseria, è stato proclamato come l’aspirazione più alta dell’uomo;

Considerando che i diritti dell’uomo siano protetti da un regime di diritto per cui l’uomo non sia mai costretto, in supremo ricorso, alla rivolta contro la tirannia e l’oppressione;

Considerando che è indispensabile promuovere lo sviluppo di rapporti amichevoli tra le Nazioni;

Considerando che nella Carta dei popoli le Nazioni Unite hanno proclamato di nuovo la loro fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nell’uguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne, e che si sono dichiarati decisi a favorire il progresso sociale e a instaurare le migliori condizioni di vita nella libertà più grande;

Considerando che gli Stati-Membri si sono impegnati ad assicurare, in cooperazione con l’Organizzazione delle Nazioni Unite, il rispetto universale ed effettivo dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali;

Considerando che una concezione comune di questi diritti di libertà è della massima importanza per assolvere pienamente a tale impegno;

L’Assemblea generale proclama la presente Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo come l’ideale comune da raggiungere da tutti i popoli e da tutte le nazioni affinché tutti gli individui e tutti gli organi della società, tenendo sempre presente allo spirito tale dichiarazione, si sforzino, attraverso l’insegnamento e l’educazione, di sviluppare il rispetto di tali diritti e libertà e di assicurarne, attraverso misure progressive di ordine nazionale e internazionale, il riconoscimento e la applicazione universale ed effettiva, sia fra le popolazioni degli Stati-Membri stessi, sia fra quelle dei territori riposti sotto la loro giurisdizione.

Articolo 1

Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti. Sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire in uno spirito di fraternità vicendevole.

Articolo 2

Ognuno può valersi di tutti i diritti e di tutte le libertà proclamate nella presente dichiarazione, senza alcuna distinzione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, d’opinione politica e di qualsiasi altra opinione, d’origine nazionale o sociale, che derivi da fortuna, nascita o da qualsiasi altra situazione. Inoltre non si farà alcuna distinzione basata sullo statuto politico, amministrativo o internazionale del paese o del territorio a cui una persona appartiene, sia detto territorio indipendente, sotto tutela o non autonomo, o subisca qualunque altra limitazione di sovranità.

Articolo 3

Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della sua persona.

Articolo 4

Nessuno potrà essere tenuto in schiavitù né in servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi sono proibiti in tutte le loro forme.

Articolo 5

Nessuno sarà sottoposto a tortura né a pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti.

Articolo 6

Ognuno ha diritto al riconoscimento della propria personalità giuridica, in ogni luogo.

Articolo 7

Tutti sono uguali di fronte alla legge ed hanno diritto – senza distinzione – ad un’eguale protezione contro qualsiasi provocazione ad una simile discriminazione.

Articolo 8

Ogni persona ha diritto ad un ricorso effettivo davanti alle competenti giurisdizioni nazionali contro atti che violano i diritti fondamentali riconosciutile dalla Costituzione o dalla legge.

Articolo 9

Nessuno può arbitrariamente essere arrestato, detenuto né esiliato.

Articolo 10

Ogni persona ha diritto – in piena eguaglianza – a che la sua causa sia ascoltata equamente e pubblicamente da un tribunale indipendente e imparziale, che deciderà sia dei suoi diritti e dei suoi obblighi, sia del fondamento di qualunque accusa in materia penale, rivolta contro di essa.

Articolo 11

1) Ogni persona accusata di un reato è presunta innocente fino a che la sua colpevolezza sia stata legalmente stabilita nel corso di un processo pubblico, in cui tutte le garanzie necessarie alla sua difesa le siano state assicurate;

2) Nessuno verrà condannato per azioni o omissioni, che al momento in cui sono state commesse non costituiscono reato in base al diritto nazionale o internazionale. Parimenti non sarà inflitta alcuna pena più forte di quella che era praticata al momento in cui il reato è stato commesso.

Articolo 12

Nessuno sarà oggetto di ingerenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza, né di lesioni al suo onore ed alla sua reputazione. Ogni persona ha diritto alla protezione della legge contro simili ingerenze e lesioni.

Articolo 13

1) Ogni persona ha diritto di circolare liberamente e di scegliere la propria residenza entro i confini di uno Stato;

2) Ogni persona ha diritto di abbandonare qualsiasi paese, compreso il proprio, e di rientrare nel proprio paese.

Articolo 14

1) Di fronte alla persecuzione ogni persona ha diritto di cercare asilo e di beneficiare dell’esilio in altri paesi;

2) Tale diritto non si può invocare in caso di persecuzione realmente fondata su un reato di diritto comune o su azioni contrarie ai principii e agli scopi delle Nazioni Unite.

Articolo 15

1) Ogni individuo ha diritto ad una nazionalità;

2) Nessuno può arbitrariamente venir privato né della propria nazionalità né del diritto di cambiare nazionalità.

Articolo 16

1) Raggiunta l’età nubile, l’uomo e la donna, senza restrizione di sorta per ciò che riguarda la razza, la nazionalità o la religione, hanno diritto di sposarsi e di fondare una famiglia. Hanno pari diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e al momento del suo scioglimento;

2) Il matrimonio non si può concludere che con il pieno e libero consenso dei futuri sposi;

3) La famiglia è l’elemento naturale e fondamentale della società e ha diritto alla protezione della società e dello Stato.

Articolo 17

1) Ogni persona, tanto sola quanto in collettività, ha diritto alla proprietà;

2) Nessuno può arbitrariamente esser privato della sua proprietà.

Articolo 18

Ogni persona ha diritto alla libertà di cambiare religione, come pure di manifestare la propria religione o convinzione sola o in comune, in pubblico o in privato, con l’insegnamento, le pratiche, il culto e la celebrazione dei riti.

Articolo 19

Ogni individuo ha diritto alla libertà d’opinione e d’espressione, il che implica il diritto di non venir disturbato a causa delle proprie opinioni e quello di cercare, ricevere e diffondere con qualunque mezzo di espressione, senza considerazione di frontiere, le informazioni e le idee.

Articolo 20

1) Ogni persona ha il diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica;

2) Nessuno può essere costretto a far parte di una associazione.

Articolo 21

1) Ogni persona ha diritto di partecipare alla direzione degli affari pubblici del suo paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente eletti;

2) Ogni persona ha diritto ad accedere, in condizioni di uguaglianza, alle cariche pubbliche del proprio paese;

3) La volontà del popolo è il fondamento dell’autorità dei poteri pubblici; questa volontà dev’essere espressa con elezioni serie, che devono aver luogo periodicamente, a suffragio universale uguale e con voto segreto o seguendo una procedura equivalente, che garantisca la libertà del voto.

Articolo 22

Ogni persona, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale; ha la facoltà di ottenere soddisfazioni dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità e al libero sviluppo della sua personalità, grazie allo sforzo nazionale ed alla cooperazione internazionale, tenuto conto dell’organizzazione e delle risorse dei singoli paesi.

Articolo 23

1) Ogni persona ha diritto al lavoro, alla libera scelta del suo lavoro, a condizioni eque e soddisfacenti di lavoro e alla protezione contro la disoccupazione;

2) Tutti hanno diritto, senza discriminazione, ad un salario uguale per lavoro uguale;

3) Chi lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente, che assicuri a lui ed alla sua famiglia un’esistenza conforme alla dignità umana e integrata, se opportuno, da ogni altro mezzo di protezione sociale;

4) Ogni persona ha diritto di fondare con altri dei sindacati e affiliarsi a dei sindacati per la difesa dei suoi interessi.

Articolo 24

Ogni persona ha diritto al riposo e allo svago, in particolare ad una ragionevole limitazione della durata del lavoro ed a vacanze periodiche pagate.

Articolo 25

1) Ogni persona ha diritto ad un livello di vita sufficiente ad assicurare la salute e il benessere suo e della sua famiglia, specialmente per quanto concerne l’alimentazione, l’abbigliamento, l’alloggio, le cure mediche e i servizi sociali necessari; ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, di malattia, d’invalidità, di vedovanza, o negli altri casi di perdita dei propri mezzi di sussistenza in seguito a circostanze indipendenti dalla sua volontà;

2) La maternità e l’infanzia hanno diritto ad un aiuto e ad un’assistenza speciali.Tutti i bambini, nati sia nel matrimonio sia fuori del matrimonio, godono della medesima protezione sociale.

Articolo 26

1) Ogni persona ha diritto alla educazione. Essa dev’essere gratuita, almeno per quanto riguarda l’insegnamento elementare e fondamentale. L’insegnamento elementare è obbligatorio. L’insegnamento tecnico e professionale deve essere diffuso. L’accesso agli studi superiori deve essere aperto a tutti, in piena uguaglianza, in base ai meriti;

2) L’educazione deve mirare al pieno sviluppo della personalità umana e al rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve favorire la comprensione, la tolleranza e l’amicizia tra tutte le Nazioni e tutti i gruppi razziali o religiosi, come pure lo sviluppo delle attività delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace;

3) I genitori hanno in primo luogo il diritto di scegliere il genere di educazione da impartire ai loro figli.

Articolo 27

1) Ogni persona ha il diritto di partecipare liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai benefici che ne risultano;

2) Ognuno ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria o artistica di cui è autore.

Articolo 28

Ogni persona ha diritto a che, sul piano sociale e su quello internazionale, regni un ordine tale che i diritti e le libertà enunciate nella presente Dichiarazione possano trovarvi pieno sviluppo.

Articolo 29

1) L’individuo ha dei doveri nei confronti della comunità, nella quale è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità;

2) Nell’esercizio dei suoi diritti e nel godimento delle sue libertà ognuno è soggetto unicamente alle limitazioni stabilite dalla legge, esclusivamente allo scopo di assicurare il riconoscimento ed il rispetto dei diritti e delle libertà altrui e di soddisfare alle giuste esigenze della morale, dell’ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica;

3) Tali diritti e libertà non potranno in alcun caso esercitarsi in opposizione agli scopi e ai principi delle Nazioni Unite.

Articolo 30

Nessuna disposizione della presente Dichiarazione può essere interpretata come implicante, per uno Stato, un gruppo o un individuo, un qualsiasi diritto di dedicarsi ad una attività o di compiere un’azione mirante alla distruzione dei diritti e delle libertà qui enunciate.

#25N #orangeurworld – End Violence against Women – Orange World in 16 Days

Parlare di violenza non è mai semplice e parlare di femminicidio è ancora più difficile. In particolar modo quando il termine femminicidio non è ben chiaro nella mente delle persone. Marcela Lagarde definisce così questo termine che nuovo non è: Femminicidio è «La forma estrema di violenza di genere contro le donne, prodotto della violazione dei suoi diritti umani in ambito pubblico e privato, attraverso varie condotte misogine – maltrattamenti, violenza fisica, psicologica, sessuale, educativa, sul lavoro, economica, patrimoniale, familiare, comunitaria o anche istituzionale – che comportano l’impunità delle condotte poste in essere tanto a livello sociale quanto dallo Stato e che, ponendo la donna in una posizione indifesa e di rischio, possono culminare con l’uccisione o il tentativo di uccisione della donna stessa, o in altre forme di morte violenta di donne e bambine: suicidi, incidenti, morti o sofferenze fisiche e psichiche comunque evitabili, dovute all’insicurezza al disinteresse delle Istituzioni e alla esclusione dallo sviluppo e dalla democrazia».

Se è così – e così è! – allora siamo tutti e tutte chiamati in causa. Siamo tutti e tutte coinvolti. Nessuno escluso.

Molte sono le donne e le associazioni femminili e femministe impegnate su un tema così difficile come la violenza di genere, molti di meno sono gli uomini attivi e presenti su questo fronte. Uomini che perlopiù non si occupano o sono assenti sul problema o, nel peggiore dei casi, negano il fenomeno del #femminicidio. Io credo dovrebbero invece sentirsi chiamati in causa, perché parte di questa società. Ma qualche eccezione esiste:  www.noino.org  ultimo esempio, tra i pochi nati, di azione di sensibilizzazione al maschile sul tema della violenza sulle donne. Ma ancora sono pochi e il loro silenzio è assordante.

In merito all’assenza di voci che si levassero forti ed agissero riguardo il  femminicidio,  aveva visto bene l’ex Ministra alle Pari Opportunità Josefa Idem: creare una Task Force che includesse, non solo le istituzioni, ma tutti coloro che di violenza sulle donne si occupano ogni giorno. Un primo valido esempio di azione condivisa è stata la creazione, da parte dell’ASL di Grosseto, del Codice Rosa , un protocollo che, visti i risultati positivi, è stato poi esportato dalla Regione Toscana in altre ASL del suo territorio.

Ora, come già scrissi su questo blog, non solo siamo orfane di un Ministro alle Pari Opportunità, ridotta oggi ad una mera ed inutile delega, ma non abbiamo più nessuno che lavori su quella Task Force.

Prendiamo atto che non ci mancano le idee. Semplicemente ci viene negata la possibilità di renderle fattive.

Condivido il pensiero di tutte coloro che non hanno voluto chiamare questa giornata “Sciopero delle Donne” perché io, così come loro, non capisco riguardo a cosa avrei da scioperare.

Lo sciopero implica il fermo di qualsiasi attività ed io non ho la men che minima intenzione di sospendere la mia azione contro la violenza sulle donne, sulle bambine, sull’infanzia in generale e contro ogni forma di violenza. Ma anzi incito e invito chiunque si senta un essere umano appartenente al futuro a parlare, discutere, ideare, costruire e impegnarsi per abbattere questo muro di cecità istituzionale, umana, culturale, educativa e religiosa che rende le donne schiave di stereotipi, di becere culture patriarcali, di machismo stantio.

È chiaro a tutti, ma forse anche no, che il #femminnicidio è più radicato e complesso di quanto non sembri e poggia su alcune strutture culturali, economiche e sociali che andrebbero alcune abbattute, altre modificate e altre ancora costruite ex novo. Un’azione condivisa, costante e incalzante da parte di chi oggi manifesta la volontà di cambiare questa realtà, renderebbe non procrastinabile un coinvolgimento sostanziale di tutti coloro che operano a livello culturale come nella scuola, nella televisione, nei giornali, nella pubblicità. Renderebbe esigibile un’azione fattiva da parte delle istituzioni governative coinvolgendo più ministeri, così come proposto dall’allora ministra. Coinvolgerebbe inoltre attori sociali come i sindacati, le associazioni e la famiglia. Perché anch’io, come tutte, sono convinta che l’azione debba essere corale. 

E’ stato approvato un decreto #femminicidio che non tutela la donne, ma mette in pace la coscienza di chi la vera soluzione non l’ha voluta. Perché costava fatica e soldi. Le donne chiedevano un’azione più matura e consapevole che desse sostegno, coraggio e forza alle donne in difficoltà, che desse loro la possibilità di rendersi economicamente indipendenti, che prevedesse per loro un rifugio nel momento del bisogno. 

E’ stato un buco nell’acqua. Perché si pensa alle donne ancora come fragili ed incapaci di prendere in mano la propria vita. Perché ancora si vuole le donne attrici passive della propria esistenza. 

E’ con queste convinzioni che questa giornata non la chiamo “Sciopero delle Donne”. Perché le donne sanno bene di cosa hanno bisogno, sanno come gestire la propria vita e cosa è bene per loro. Le donne non hanno bisogno di mero assistenzialismo, hanno bisogno di possibilità. Ed io so che non si fermeranno un solo minuto, ed io con loro. So che lotteranno e agiranno fino a quando no avranno raggiunto l’obiettivo. Ed io con loro. So che qualsiasi coloro oggi si voglia utilizzare per questa protesta, qualsiasi nome gli si voglia dare loro faranno squadra. Ed io con loro.

Non stiamo ferme. Iniziamo subito, con urgenza. Iniziamo da loro.

#orangeurworld

End Violence against Women  “Orange World in 16 Days” #orangeurworld

Didì