Essere cittadin* del mondo non è illegale #18Dic2013

18 dicembre 2013: Giornata d’Azione Globale contro il Razzismo

per i Diritti delle e dei Migranti, Rifugiati e Sfollati

Stranieri immigrati in Italia al 1/1/2013  4.387.721 Italiani emigrati all’estero al 1/1/2013      4.341.156
pari al 7.4% della popolazione italiana pari al 7,3% della popolazione italiana
Donne straniere immigrate in Italia 53% Donne italiane emigrate all’estero 48%
Litalia
immigrati
LamericaLAmerica
Noi avevamo un sogno nel cuore ed uno in valigia…

valigie di sogni

…a loro la nostra indifferenza ha negato una valigia, un sogno e gli ha fermato il cuore.

centro accoglienza italia

 Global Migrants Action 

Didì

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Iperbole. Ma poi mica tanto.

(a volte basta entrare in un qualsiasi bar per bere un caffè per raccogliere conversazioni di così alta coerenza)

“Tutte puttane le donne. Tutte! Guarda quella lì, avrà si e no sedici anni. Con tutto quel trucco sembra una prostituta. Come si dice: tale madre tale figlia. Però una botta gliela darei. Tu no, amico mio?”.

“No, la mamma non sta bene. Ha l’Alzheimer ora, ma è stata una grande donna mia madre. Proprio una santa. Ha allevato 4 figlio tutta da sola e ha sempre lavorato. Faceva le pulizia a casa di certi signori benestanti. Lui si dice fosse un libertino: donne, alcol, feste. Uno che la vita se l’è goduta. Quando doveva andare a lavorare e non sapeva dove lasciarci, ci portava a lavoro con lei. I signori non facevano storie e noi potevamo giocare nel loro giardino. Davvero dei grandi signori”.

“Sì, ho preso una polacca. Sai una di quelle zoccole dell’est che lasciano a casa figli e mariti e vengono a fare le puttane qui in Italia. Sì, sta a casa con la mamma. Le do vitto e alloggio e qualche soldo a fine mese. Io non ho tempo per star dietro alla mamma. La polacca mi ha chiesto di essere messa in regola. Ma non ha documenti e io non voglio rogne con permessi di soggiorno, contributi e altre stronzate. Poi sai, magari una volta messi a posto i documenti si porta in Italia i figli. Di stranieri ce n’è già abbastanza, che stiano a casa loro!”

“A proposito, hai sentito di Lampedusa? Boia can’! 330 neri affogati. Ma che cosa vengono a fare qui. C’è la crisi in Italia. Non c’è lavoro per noi e questi vengono qui a rubarci il lavoro. A casa loro devono stare. Manco glielo avesse prescritto il medico di salire su quei barconi!” …

 

Didì

Siamo noi a fare la differenza

Forse si diventa davvero esseri umani quando si è capaci di condividere le sorti degli altri esseri umani. Altrimenti si è individui che vivono ciascuno per sé o per la stretta cerchia di familiari ed amici.

La differenza tra questi due modi di concepire gli altri (e se stessi in relazione agli altri) è sostanziale, poiché da essa scaturiscono i comportamenti con i quali ogni giorno esprimiamo noi stessi, ci relazioniamo con le persone e creiamo la realtà che ci circonda. Con tali comportamenti ci predisponiamo all’accoglienza o al rifiuto, all’ascolto o alla chiusura, alla comprensione o all’intolleranza.

L’analisi quindi parte da noi stessi, da che tipo di persona scegliamo di essere e da quanto siamo capaci di rielaborare retaggi, pregiudizi e stereotipi per guardare gli altri ed il mondo con uno sguardo libero, da quanto siamo capaci di superare egoismi ed interessi personali per imparare il dovere della condivisione.

A. A.