Lotto marzo #daywithoutawoman #nonunadimeno

DonneViola

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Ci sono mille e più motivi per scioperare l’otto marzo.

Ne elenchiamo alcuni:

  1. La violenza sulle donne che non si arresta perché nella società odierna la donna è vista ancora come un oggetto di proprietà. Mancano inoltre politiche mirate a un’educazione di rispetto e gli appelli, che sono stati fatti in tutti questi anni per avere un ministero ad hoc, sono stati totalmente inascoltati. Noi donne serviamo spesso in campagna elettorale ma poi i politici e le politiche, che sono preposti ad attuare politiche mirate all’uguaglianza, si eclissano totalmente se non per apparire in campagne a dir poco oscene come quelle sulla fertilità.
  2. Il diritto della donna alla scelta dell’aborto. Sono pochissimi i medici non obiettori che esercitano nelle strutture ospedaliere e questo impedisce alla donna di poter esercitare la sua facoltà di scelta. La legge 194 è inapplicabile a causa dell’obiezione troppo alta. In questo caso vi invitiamo a…

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#breastunit. Diritto di cura

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Questo post è pubblicato in contemporanea da diverse blogger, che in tal modo hanno inteso avviare un passaparola sul tema: se ti va, copiaincollalo anche tu ed aggiungi il tuo nome in fondo. Che cosa propone? di lottare con noi per il diritto a cure di qualità per il tumore al seno.

Il coraggio di avere coraggio. Di metterci faccia, cuore e testa. Perché le battaglie più importanti, quelle per la nostra salute, si combattono e si vincono solo così. Come hanno deciso di fare le donne di Europa Donna Italia e di tutte le associazioni di pazienti il 17 giugno a Milano, durante il convegno organizzato in Regione Lombardia dal titolo “Tumore al seno: dalla prevenzione alla cura di qualità. Il ruolo del volontariato“, indossando una parrucca rosa per promuovere un’azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle autorità sanitarie verso un obiettivo prioritario:

realizzare entro il 2016 l’organizzazione dei centri di senologia in Breast Units certificate: almeno una ogni 500.000 abitanti, per un totale di 120 unità in Italia, come dalla richiesta contenuta nella Risoluzione del Parlamento Europeo sul Tumore al Seno del 2006

E’ infatti dimostrato da evidenze scientifiche “che il tumore trattato in unità multidisciplinari riduce la mortalità fino al 20% ed evita pellegrinaggi della salute, causa di costi sociali e familiari” (Corrado Tinterri, Direttore della Breast Unit Humanitas di Rozzano, coordinatore del progetto e attuale Coordinatore del Comitato Scientifico di Europa Donna Italia).

In Italia, la situazione non è rosea: come ha rilevato la Senatrice Laura Bianconi in occasione della presentazione in Senato della mozione n.399 sul tumore al seno “Dai dati presentati il 14 marzo dall’associazione Europa Donna, relativi ad una ricerca ISPO, si evince che l’84% del campione intervistato ritiene che di fronte alla malattia bisogna sperare di essere fortunati, poiché non sempre ci si imbatte in strutture e medici competenti.  Grazie anche al lavoro attivo di movimenti ed associazioni di pazienti, fra cui Europa Donna Italia, il 5 aprile 2011 il Senato ha approvato all’unanimità la Mozione n. 399 sul tumore al seno, che impegna il Governo a vigilare perché le Regioni, competenti in materia, attuino le direttive europee,tuttavia siamo ancora in attesa dell’attuazione di un decreto legge che da tempo ormai è all’approvazione, ma che non è ancora stato annunciato.

Per questo Europa Donna Italia, il movimento che difende i diritti delle donne nella prevenzione e cura del tumore al seno presso le istituzioni, riunisce più di 50 associazioni di pazienti e dà voce a più di 50.000 donne, vi chiede di indossare il 17 giugno un capo di colore ROSA e di essere con noi in piazza Duca d’Aosta, a Milano, alle ore 13:00 per una manifestazione silenziosa, che prenda idealmente d’assedio con una catena umana il palazzo della Regione. Le donne delle associazioni di pazienti presenti al convegno indosseranno tutte una parrucca rosa.

Ci auguriamo che anche il Ministro Lorenzin aderisca al nostro invito e indossi quel giorno, per solidarietà, la parrucca rosa di Europa Donna, simbolo di una malattia che può presto avere un futuro rosa e di serenità.

Alla stessa ora, sulla rete partirà un twitmob in cui @edonnaitalia, i blogger e chi vorrà aderire testimonieranno l’adesione alla manifestazione con un selfie in rosa e gli hashtag #breastunit e #dirittodicura

@luigiatauro (membro del Consiglio Direttivo di Europa Donna Italia); http://tasurin.wordpress.com/2014/05/25/breastunit/

@EDonnaItalia      sito web

@sabrarola      blog

@donneviola      blog

@didiluce      blog

@albertaferrari      blog su L’Espresso      pagina facebook

@espressonline      pagina facebook

@wondy74      blog su Vanity Fair      pagina facebook

@AIEDRoma      pagina facebook

Lorella Zanardo      Il corpo delle donne

@sforzasimona    blog

@DRepubblicait      sito web SaluteSeno.it

@mammeonline      blog

@afroditeKinfo      blog

@anarkikka      pagina facebook

@fondaz_Veronesi     sito web

Danila Bozzolan      blog

liquida.it      sito web

@lapaperina71      blog

FNP CISL Vicenza      sito web

Federazione Nazionale Pensionati CISL      sito web

Marina Terragni      pagina facebook

Iosempredonna      pagina facebook

Tumore al Seno      gruppo facebook

Tumore al seno e gli uomini gruppo facebook

Emma Morrone Official Forum     pagina facebook

@LaCris297      sito web

@TamaraDona5      pagina facebook

@giorgia_vezzoli      blog

Luciana Savarese      pagina facebook

Pari Opportunità RAI Milano      pagina facebook

Healthdesk      sito web

Marina Senesi     pagina facebook

SOS Donna      pagina facebook

Dorina Macchi      pagina facebook

Vale12Settembre 2013      blog

@Starbene      sito web

Sciadabi     blog

Il Libro di Hahania      blog

Comitato Italiano Femminile di Urologia      pagina facebook

PinkBlog      blog

MSN Salute (SaniHelp)      sito web

Come un’orchidea      pagina facebook

Fiction & Film      pagina facebook

Micol Olivieri      pagina facebook

Ninjalaspia      blog

Virtuos@mente       blog

Panacea      blog

Rete delle donne di Alghero      pagina facebook

Osservatorio Nazionale ed Europeo per il Rispetto delle Pari Opportunità      sito web

Sport & Medicina      pagina facebook

Post-Partum     pagina facebook

Ass. Oncologica San Bassiano      pagina facebook

Uscire dal Silenzio      pagina facebook

Humanitas Research Center      pagina facebook

Hanno re-twittato per noi, fra gli altri:

@stefaniaboleso; @politicadonna; @ginidonnalab; @liaceli; @isabelleadriani; @ferzanozpetek; @la27ora; @SimonaSalmin; @Giraldo_Ale; @TBastianel;@casadonnemilano; @MartaMacBeal; @MimmaPan; @SaraMollaioliOf; @Assorel_live; @lauralaposta

Tumore al seno – dalla prevenzione alla cura di qualità: il ruolo del volontariato

Non potrò essere presente a Milano, ma sarò presenza rosa in rete con #breastunit

Mancano pochi giorni all’appuntamento del 17 giugno, il convegno di Europa Donna Italia in Regione Lombardia ed abbiamo ricevuto grande sostegno al semplice gesto dimostrativo proposto dalle associazioni di pazienti che aderiscono al nostro movimento – indossare una parrucca rosa e tenersi per mano davanti al palazzo della Regione – che vedrà centinaia di donne presenti durante l’intervallo del convegno, alle 13, e speriamo altrettante che, sulla rete, invieranno la propria foto in rosa, con l’hashtag #breastunit.
Il 2016 è alle porte, la pianificazione sanitaria passa attraverso anche la programmazione economica in supporto alle diverse patologie, ma Europa Donna Italia il 17 giugno ricorderà che troppe donne ancora sono colpite dal carcinoma mammario, che diagnosi precoce e qualità della cura rappresentano l’unica via d’uscita da danni irreparabili e che solo la consapevolezza di questa situazione può indurre le Regioni ad intervenire con celerità.
Nel corso della giornata…

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Manifesto della rete italiana Women Are Europe

womenareurope

Questo manifesto è il risultato di una scrittura collettiva ed è l’avvio di un percorso politico di scambio e confronto cominciato a Milano il 6 aprile durante il primo incontro della rete Womenareurope.

Da oggi il percorso è aperto all’adesione di singole, associazioni e movimenti che ne condivideranno lo spirito e il contenuto e che lavoreranno per renderlo realtà.
Per aderire inviare una mail a womenareurope@gmail.com

MANIFESTO DELLA RETE ITALIANA

WOMEN ARE EUROPE

wae scrivania

IO DECIDO

 Io decido: con queste parole le donne di Spagna e d’Europa hanno risposto al tentativo di controriforma della legge spagnola sull’aborto.

Io decido vuol dire non accettare imposizioni di alcun tipo sul proprio corpo e sulla propria sessualità.

Io decido vuol dire autodeterminazione: è scegliere di diventare o non diventare madre, è vivere liberamente la sessualità e il proprio orientamento sessuale, è dare spazio ai propri desideri e progetti di vita.

In questo momento di grave…

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Coloro che sui temi forti ci sono sempre #BringBackOurGirls

Lui c’è.

Un sentito GRAZIE a Mauro Biani.

Libere, Liberi

Mauro Biani per Il Manifesto

Non lasciamole sole.

Didì

Petizione al Ministro Beatrice Lorenzin e SocialMob 15 aprile #apply194 #save194

Raccolgo convinta l’appello degli indiVAnados per il SocialMob #Apply194  del 15 aprile , raccolto e rilanciato a sua volta da AIED che, con un tweet, mi ha permesso di venire a conoscenza della petizione lanciata da Denise Denegri su Change.org con una lettera al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin che vi invito a leggere e a firmare Nel 36esimo anniversario dell’entrata in vigore della legge 194/78 che legalizza e regolamenta l’interruzione volontaria della gravidanza, legge che ha contribuito alla riduzione del numero degli aborti in Italia e drasticamente ridotto il numero degli aborti clandestini e le morti per aborto, ci rivolgiamo al Ministro della Salute fortemente preoccupati dalla serietà di quanto emerso dai dati del Ministero stesso sull’applicazione della legge. In particolare la gravità dell’aumento dell’obiezione di coscienza …”

Ci vediamo su twitter il 15 aprile dalle ore 21 tweetmobapply194

Grazie.

#8Marzo – Le donne lo sanno.

Ho fatto molte cose nella mia vita, ma di occuparmi dell’organizzazione di una mostra d’arte non mi era capitato mai.

l’Altro ieri hanno terminato l’installazione dei quadri per questo 8 marzo ed era sera inoltrata ormai quando finalmente riesco a trovare il tempo per fare un giro in sala.

Non c’è più nessuno.

Sono sola. Io e me.

Scatto alcune foto dell’ambiente che ospita la mostra di sole artiste donne.

Non c’è una buona luce. Le lampade sul soffitto si specchiano sui vetri dei quadri e disturbano l’osservatore. Me ne accorgo con più consapevolezza quando rivedo le foto appena scattate. Faremo l’inaugurazione l’indomani nel tardo pomeriggio e spero che le luci non diventino un problema.

No, non c’è una buona illuminazione, ma quel quadro mi salta comunque agli occhi.

foto4

O, per meglio dire, mi salta comunque al cuore. Mi avvicino è scatto una foto

ALBATROS - Antonia Bortoloso

Antonia Bortoloso

Le donne lo sanno. Lo sanno da dentro. Lo comprendono con le cellule prima che con la mente.

Non so se sia per un fattore genetico o per istinto o per substrato culturale, ma sono certa che qualunque donna vedendo questo quadro capisce all’istante l’intenzione dell’artista.

C’è una poesia in basso a destra del quadro, lì le fastidiose luci non disturbano l’osservatore.

Mi avvicino e leggo: 

Io ero un uccello
dal bianco ventre gentile,
qualcuno mi ha tagliato la gola
per riderci sopra
non so.
Io ero un albatro grande
e volteggiavo sui mari.
Qualcuno ha fermato il mio viaggio,
senza nessuna carità di suono.
Ma anche distesa per terra
io canto ora per te
le mie canzoni d’amore.

La riconosco subito. Subito. E mi scivola una lacrima.

Ma non importa, tanto non c’è nessuno.

Sono sola. Sono solo io e me.

Anzi… no.

Con me c’è Alda Merini e la sua poesia e c’è Antonia, che ha realizzato il quadro.

Ci sono le donne che non ho mai conosciuto, ma di cui ho letto sui giornali perché vittime di #femminicidio.

Ci sono le bambine vittime di infibulazione.

Ci sono le donne vittime di maltrattamenti, donne private della possibilità di decidere di se stesse e del loro corpo, del loro futuro… 

Con me ci sono le Donne. Quelle stesse donne che, come nel quadro di Antonia, sono state strappate, stracciate, ferite nel corpo e nell’anima.

Vorrei si smettesse, e vorrei lo facessero le giovani donne in primis, di chiamare l’8 marzo “festa della donna”. Perché da festeggiare, davvero, non c’è niente.

E le donne lo sanno, lo sanno da dentro, lo sanno nelle cellule.

Didì

P.S.: ringrazio di cuore Antonia Bortoloso per la sua arte e per la sua sensibilità e per avermi permesso di utilizzare, su questo piccolo blog, la foto “rubata” l’altra sera.

 

#YoDecido 1 Febbraio #ElTrenDeLaLibertad

Perché io decido 

Perché io decido  partendo dall’autonomia morale, che è la base  della dignità di tutte le persone, non accetto  nessun obbligo o divieto posto ai miei diritti sessuali  e riproduttivi,  nessun  impedimento  alla mia totale realizzazione  in quanto persona.  In quanto essere  umano autonomo, rifiuto  di sottostare a trattamenti degradanti , a ingerenze  arbitrarie  e a tutele coercitive rispetto  alla mia decisione di  diventare o non diventare madre.

Perché sono libera invoco la libertà di coscienza quale bene supremo e fondamento delle mie scelte.  Chiamo cinici coloro che  evocano la libertà per restringerla , in nome della libertà   malevoli  coloro  che  vogliono  imporre  i loro principi  di vita fondati  sulla rivelazione divina senza badare alle sofferenze che comportano. Come essere umano  libero  non accetto una maternità imposta e un regime di tutele  che condannano le donne ad essere eterne minorate sotto il profilo dell’ età sessuale e della riproduzione.

Perché vivo in democrazie  e sono democratica, accetto le regole del gioco  che separano  i diritti  dal peccato e le leggi  dalla religione.  Nessuna maggioranza uscita dalle urne , può, per quanto assoluta, legittimarsi  nel trasformare  i diritti  in delitti e obbligarci  a seguire dei principi religiosi  sotto ricatto  penale.  In quanto cittadine , esigo dai nostri governanti  che preservino la democrazia e salvaguardino la pluralità  anziché il despotismo .

Perché io decido ,perché io sono libera e perché  vivo in democrazia, esigo  dal Governo  di qualunque colore sia, che promulghi leggi favorevoli all’ autonomia morale, garanti della libertà di coscienza e della pluralità  e diversità di interessi

Perché io decido, perché sono libera e perché  vivo in democrazia, esigo  che sia mantenuta l’attuale legge sulla salute sessuale  e riproduttiva e sull’ IVG per promuovere  l’autonomia morale,  preservare  la libertà di coscienza e garantire la pluralità di interessi  per tutte le donne.

Non tutte potremmo essere nelle piazze per sostenere le compagne spagnole, ma possiamo essere al loro fianco inviando all’Ambasciata spagnola una mail, come quella che trovate allegata spagna-aborto2

a questi indirizzi e-mail: emb.roma@maec.es        cog.roma@mae.es

TOWARDS A DIFFERENT EUROPE, SECULAR AND RESPECTFUL OF RIGHTS
LET US TOGETHER BUILD A EUROPEAN WOMEN’S NETWORK, LET’S RALLY.

Un sincero grazie a Womenareurope 

#Alertafeminista 1 Febbraio a fianco delle donne spagnole #YoDecido

Noi abbiamo deciso di esserci e di fa sentire la nostra voce, qui sulla rete, perché il diritto di scelta e l’autodeterminazione delle donne non venga messa in discussione né in Spagna con la legge Gallardòn, né in Italia con i continui attacchi alla legge 194 e l’obiezione di coscienza, né nel resto d’Europa. 

Qui di seguito le manifestazioni organizzate in italia e in alcuni paesi europei e non.

BOLOGNA: piazza del Nettuno, ore 15:00
CAGLIARI: via Garibaldi, ang. via Oristano, ore 16.00. Con sciarpe viola e cartello YO DECIDO
CATANIA: sotto la Prefettura,  ore 11:00
COSENZA: assemblea pubblica per parlare della legge spagnola e libertà di scelta delle donne
FERRARA: piazza Trento-Trieste, ore 15.30
FIRENZE: via de’ Servi 13, alle 15.30, sotto il Consolato spagnolo, vestite di nero con sciarpe colorate rosse o viola
MESSINA: piazza Cairoli, ore 11:00. Si manifesterà sotto lo slogan YO DECIDO. Flash Mob
MILANO: piazza Cavour, dalle ore 14.00
NAPOLI: via dei Mille 40, Consolato spagnolo, ore 11:00
PALERMO: piazza Massimo, ore 15:00
PISTOIA: arriveranno a Firenze con il “vagon de la libertad” per unirsi alla manifestazione al consolato
RAVENNA: piazza Andrea Costa dalle 16 alle 18, organizza Casa della Donna di Ravenna
REGGIO CALABRIA: c.so Garibaldi, di fronte al teatro Cilea, alle ore 16:30
ROMA: piazza di Spagna, ore 15.00, sotto all’Ambasciata spagnola
SIENA: piazza Salimbeni, ore 16:00, vestite di nero, con sciarpe viola o rosse e una rosa rossa tra i capelli
TORINO: piazza Castello, ore 15:00 sotto il Consolato spagnolo
VERCELLI: via Cavour, primo febbraio ore 16:00 – 17:00, organizza il Comitato Donne per le Donne di Vercelli
DUBLINO: ore 14.00 Ambasciata spagnola
FRANCIA: in tutte le città dalle 14.00 in poi
HANNOVER: ore 12:00 Ernst-August Platz
LISBONA: ore 14.00 Ambasciata spagnola
LONDRA: in treno da Charing Cross a Waterloo Est e incontro ore 13:00 ad Hungford Bridge
PARIS:  Place Joffre (École Militaire) jusqu’à l’Ambassade d’Espagne, ore 14:00
REPUBBLICA DOMENICANA: Mujeres dominicanas se montan en “tren de la libertad” en respaldo feministas españ

Molte altre informazioni le potete trovare sul blog di womenareurope dove si potrà aderire alla rete di donne e associazioni.

Facciamo rete  #YoDecido #AbortoLibre #AlertaFeminista #MiBomboEsMio

RICEVIAMO DALLA SPAGNA PER IL 1 FEBBRAIO

Noi con le donne spagnole #nomorehangers #womenareurope #yodecido

womenareurope

Abbiamo ricevuto tramite Eleonora questo documento dalla Spagna, verrà distribuito il primo febbraio sotto al Parlamento spagnolo, qui trovate le traduzioni in italiano, francese e inglese, facciamo girare!

Espagne IVG porque decido versions ES,FR, ANG

« Perché io decido » Testo che verrà consegnato  al Congresso dei Deputati 

A Madrid il 1° febbraio , partiremo alle 12.00 dalla stazione di Atocha verso la Camera dei Deputati , lì consegneremo per registrazione al Capo del Governo , al Presidente del Congresso , al Ministro  Ana Mato , ai Ministri Alberto Ruiz Gallodon e ai diversi  gruppi del congresso   il testo  che segue, scritto da Alicia Miyares .

Perché io decido

Perché io decido  partendo dall’autonomia morale, che è la base  della dignità di tutte le persone, non accetto  nessun obbligo o divieto posto ai miei diritti sessuali  e riproduttivi,  nessun  impedimento  alla mia totale realizzazione  in quanto persona.  In quanto essere…

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#Womenareurope El train de la libertad – Porque yo decido – Perché io decido – Because it’s my choice.

Ho aderito con convinzione all’appello di WOMENAREUROPE perché convinta che quanto accaduto in Spagna il 21 dicembre, con l’approvazione del disegno di legge del governo Rajoy  sull’aborto , ci riguarda tutte e tutti.

Perché è un attacco diretto alla libertà e all’autodeterminazione delle donne, perché ne mette ha rischio la salute con un sicuro ritorno alla pratica dell’aborto clandestino e porta indietro al passato la democrazia del paese e dell’europa, cancellando di fatto anni di lotte civili.

Riguardo la proposta di legge del governo spagnolo, trovo inquietanti le parole e l’invito di Rajoy:  “Abbiamo scritto la prima legge che riflette l’opinione della maggioranza dei cittadini europei. Sono fiducioso che questa iniziativa sara’ adottata anche da altri parlamenti di altri Stati membri”, soprattutto dopo che il 10 dicembre il parlamento europeo ha bocciato definitivamente la  Risoluzione Estrela che prevedeva, intelligentemente, programmi di educazione sessuale, accesso equo alla contraccezione, garanzie per l’aborto sicuro e legale, lotta alla discriminazioni di genere.

 Anch’io, visti i continui attacchi alla legge 194 qui in Italia – e parafrasando le parole di Rajoy – sono convinta e fiduciosa che molte altre donne e associazioni di donne aderiranno a  #WOMENAREUROPE

Il primo di febbraio non lasciamole sole  con las mujeres españolas  #TrenDeLaLibertad 

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#womenareurope: let’s rally

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“Per un’altra Europa, laica e dei diritti”: si intitola così l’appello alla mobilitazione e alla costruzione di una rete europea di donne che parte da Firenze e che si propone di chiamare WOMENAREUROPE. L’appello ha cominciato a girare in rete e ha già raccolto molte adesioni.

Le informazioni per aderire sono su facebook  https://www.facebook.com/womenareurope o sul blog http://womenareurope.wordpress.com/, il modulo per l’adesione si trova all’indirizzo http://goo.gl/EFgIQ3.

Dopo che il Parlamento europeo ha bocciato la risoluzione Estrela, che sollecitava gli stati dell’Unione a sviluppare una legislazione che permettesse ad ogni persona di vivere liberamente la propria  sessualità e di decidere  se interrompere la  gravidanza senza alcun rischio, dopo che il governo spagnolo ha approvato una proposta di legge che riduce le possibilità di interruzione volontaria della gravidanza, si è sentita da parte di numerose donne,  singole e associate, l’esigenza di reagire.

Affermiamo che sulla maternità alle donne spetta…

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