Di pedofilia e lupi in abito talare.

Confesso che questo post è rimasto in stato embrionale per molti mesi, non così la mia rabbia, che da sempre faccio fatica a trattenere davanti a questa realtà. Ma dopo l’arresto in Vaticano dell’alto prelato – nonché ex nunzio apostolico, quindi rappresentante istituzionale del Papa e della Santa Sede in giro per il mondo – Jozef Wesolowski accusato di pedofilia, penso sia venuto il momento di postarlo, trattenendo, questa volta sì anche se con tanta fatica, la rabbia.

Si è farneticato di lobby gay all’interno dello Stato Vaticano e di complotti, ma poi la verità è, e rimane, una sola ed è quella che abbiamo tutti sotto gli occhi: uomini sessualmente repressi che abusano di bambini e bambine, non per pedofilia in quanto disturbo del desiderio sessuale, ma perché soggetti deboli e psicologicamente più fragile e dunque più facilmente ricattabili per imporre loro di tacere gli abusi subiti.

La pedofilia non ha scusanti mai, ma certo ne ha molte di meno quando il lupo è vestito da agnello in abito talare.

Bergoglio, a cui riconosco il coraggio di questo sì all’arresto, ha ancora tutto, molto da fare in merito a questa vergogna che non ha confini, ma parli ai suoi credenti e dica loro di denunciare, denunciare, denunciare…

Didì

Entrata in vigore, come si applica la Convenzione di Istanbul?

DonnexDiritti di Luisa Betti Dakli

LOCANDINA CONVEGNO ISTANBUL 1Domani, venerdì 19 settembre dalle ore 10 in poi, a palazzo Montecitorio (via Campo Marzio 78) si parlerà di violenza contro le donne e dell’entrata in vigore della Convenzione di Istanbul ratificata anche dall’Italia, nella conferenza “Al sicuro dalla paura, al sicuro dalla violenza” organizzata dalla Presidenza della Camera, il Ministero degli esteri e il Consiglio d’Europa. Oltre a diversi e interessanti sessioni di discussione su politiche integrate e azione giudiziaria, alla presenza di rappresentanti istituzionali italiani e stranieri, in tarda mattinata vi sarà la sessione “Cambiare la mentalità sulla violenza contro le donne”, dove nello specifico intervengo insieme ad altr* sul ruolo dei media e dell’informazione. Invito a chi è interessat* a prendere contatti per accreditarsi (di seguito allego il comunicato della camera con i riferimenti e il programma), nella speranza di fare un po’ di chiarezza e di riprendere un discorso lasciato a metà.

View original post 506 altre parole

Iniziativa di AIED Roma – “#GIOVANI #LIBERIDIAMARE – UNA GARA DI IDEE: VOCE ALLE DONNE”

banner-giovani-liberi-di-amare_v

Sono aumentati considerevolmente negli ultimi anni i casi di malattie sessualmente trasmissibili, gravidanze indesiderate, rapporti vissuti con superficialità e violenza, femmininici e omofobia, e tra i giovani c’è molta confusione su contraccezione, prevenzione, salute riproduttiva…

Per questo l’AIED (Associazione Italiana per l’Educazione Demografica) di Roma, da sempre impegnata su questi temi ha deciso di lanciare un contest “#Giovani #LiberiDiAmare – Una gara di idee: voce alle donne”, per invitare i ragazzi e i giovani tra i 18 e i 35 anni a prendere parte ad una gara di idee presentando progetti innovativi per promuovere efficacemente tra i giovani una sessualità consapevole e felice, basata su una cultura di prevenzione e salute.
E mi ha chiesto di fare da testimonial per dare evidenza e diffusione all’iniziativa, che prosegue il percorso intrapreso da AIED Roma nel 2013, con il contest che ha riguardato la violenza contro le donne (www.noviolenza.it).
I progetti, indirizzati…

View original post 209 altre parole

Come non contrastare la violenza sulle donne

Ribloggo l’articolo con convinzione perché merita di essere letto fino in fondo e con attenzione. Poi perché, in questi mesi, mi è mancata una voce competente e chiara come quella di Luisa Betti.
Bentornata Luisa.

DonnexDiritti di Luisa Betti Dakli

annarikka

La campagna di sensibilizzazione e l’attivismo per contrastare la violenza contro le donne che negli ultimi tra anni ha lavorato su questo terreno in maniera instancabile, ha fallito.

Ma come? E perché si è arrivati a tanto?

Il progressivo declino dell’attenzione sulla questione violenza da parte delle istituzioni italiane di fronte alle continue sollecitazioni da parte della società civile, che ha avuto un picco nel 2012 per poi scemare non verso l’archiviazione ma una vera e propria distorsione, creerà seri danni a tutto il Paese. La dimostrazione di questa volontà di non affrontare in maniera adeguata il problema, è stata prima di tutto l’aver costretto alle dimissioni la ministra delle pari opportunità, Josefa Idem, che è stata l’unica ad aver iniziato un serio percorso di costruzione di dialogo che mettesse in collegamento chi della materia si occupa da anni e con grande professionalità, e le istituzioni. Un progetto che avrebbe…

View original post 7.610 altre parole

#breastunit. Una settimana dopo

Immagine

Mi ero ripromessa di lasciare passare del tempo, prima di riprendere in mano la penna e fare un bilancio di come è andata.

Ed ho tenuto d’occhio la stampa e la rete, per capire quale poteva essere l’eco realmente suscitato dal convegno e dal tweetmob.

Se di cancro al seno non si parla ed è vero che Francesca del Rosso, in arte Wondy, ha dovuto imporsi per avere questa parolina scritta sul frontespizio del suo romanzo, beh, forse mascherarla dietro un hashtag apparentemente più innocente ci ha dato ragione.

Questa la copertura stampa ANSA.it, Corriere.it, Repubblica.it, Elle.it, e tralascio le altre edizioni che riprendono lo stesso contenuto.

E delle molte adesioni della rete già sapete … ma quella che ci ha emozionato di più è stata l’adesione delle tante donne che hanno avuto o hanno in questo momento un contatto con la malattia, e ce…

View original post 245 altre parole

La Signorina Kores e le altre: donne e lavoro a Milano 1950-1970

Bambole Spettinate Diavole del Focolare

Il neon Kores è l’icona luminosa e parlante di una città in cui le donne hanno sempre cercato e spesso trovato lavoro.

archivio-iconografico-del-verbano-cusio-ossola-bognanco-raimondi-kores

Stiamo parlando di Milano, dove a partire dagli anni ’50 migliaia di donne sole o in famiglia arrivarono cercando una serenità economica.

enciclopediadelledonne.it si sta mobilitando per organizzare una mostra riguardo a donne, vita e lavoro nella città meneghina negli anni ‘50 -’70.

La mostra, che verrà installata tra Gennaio e Febbraio 2015, prevede fotografie, documenti, riviste, manifesti, istallazioni, oggetti, opere d’arte, video di repertorio e  video originali dedicati a donne che testimoniano l’esperienza individuale e il racconto – ricordo di quegli anni. Vi saranno anche incontri, rassegne cinematografiche e concerti e  immancabile sarà la presenza del  neon della Signorina Kores -simbolo della donna lavoratrice in quegli anni- che per anni ha campeggiato su Piazza del Duomo.

L’enciclopedia delle donne ci racconta come nasce questo progetto:

La mostra è intitolata La…

View original post 570 altre parole

#breastunit. Diritto di cura

87

Questo post è pubblicato in contemporanea da diverse blogger, che in tal modo hanno inteso avviare un passaparola sul tema: se ti va, copiaincollalo anche tu ed aggiungi il tuo nome in fondo. Che cosa propone? di lottare con noi per il diritto a cure di qualità per il tumore al seno.

Il coraggio di avere coraggio. Di metterci faccia, cuore e testa. Perché le battaglie più importanti, quelle per la nostra salute, si combattono e si vincono solo così. Come hanno deciso di fare le donne di Europa Donna Italia e di tutte le associazioni di pazienti il 17 giugno a Milano, durante il convegno organizzato in Regione Lombardia dal titolo “Tumore al seno: dalla prevenzione alla cura di qualità. Il ruolo del volontariato“, indossando una parrucca rosa per promuovere un’azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle autorità sanitarie verso un obiettivo prioritario:

realizzare entro il 2016 l’organizzazione dei centri di senologia in Breast Units certificate: almeno una ogni 500.000 abitanti, per un totale di 120 unità in Italia, come dalla richiesta contenuta nella Risoluzione del Parlamento Europeo sul Tumore al Seno del 2006

E’ infatti dimostrato da evidenze scientifiche “che il tumore trattato in unità multidisciplinari riduce la mortalità fino al 20% ed evita pellegrinaggi della salute, causa di costi sociali e familiari” (Corrado Tinterri, Direttore della Breast Unit Humanitas di Rozzano, coordinatore del progetto e attuale Coordinatore del Comitato Scientifico di Europa Donna Italia).

In Italia, la situazione non è rosea: come ha rilevato la Senatrice Laura Bianconi in occasione della presentazione in Senato della mozione n.399 sul tumore al seno “Dai dati presentati il 14 marzo dall’associazione Europa Donna, relativi ad una ricerca ISPO, si evince che l’84% del campione intervistato ritiene che di fronte alla malattia bisogna sperare di essere fortunati, poiché non sempre ci si imbatte in strutture e medici competenti.  Grazie anche al lavoro attivo di movimenti ed associazioni di pazienti, fra cui Europa Donna Italia, il 5 aprile 2011 il Senato ha approvato all’unanimità la Mozione n. 399 sul tumore al seno, che impegna il Governo a vigilare perché le Regioni, competenti in materia, attuino le direttive europee,tuttavia siamo ancora in attesa dell’attuazione di un decreto legge che da tempo ormai è all’approvazione, ma che non è ancora stato annunciato.

Per questo Europa Donna Italia, il movimento che difende i diritti delle donne nella prevenzione e cura del tumore al seno presso le istituzioni, riunisce più di 50 associazioni di pazienti e dà voce a più di 50.000 donne, vi chiede di indossare il 17 giugno un capo di colore ROSA e di essere con noi in piazza Duca d’Aosta, a Milano, alle ore 13:00 per una manifestazione silenziosa, che prenda idealmente d’assedio con una catena umana il palazzo della Regione. Le donne delle associazioni di pazienti presenti al convegno indosseranno tutte una parrucca rosa.

Ci auguriamo che anche il Ministro Lorenzin aderisca al nostro invito e indossi quel giorno, per solidarietà, la parrucca rosa di Europa Donna, simbolo di una malattia che può presto avere un futuro rosa e di serenità.

Alla stessa ora, sulla rete partirà un twitmob in cui @edonnaitalia, i blogger e chi vorrà aderire testimonieranno l’adesione alla manifestazione con un selfie in rosa e gli hashtag #breastunit e #dirittodicura

@luigiatauro (membro del Consiglio Direttivo di Europa Donna Italia); http://tasurin.wordpress.com/2014/05/25/breastunit/

@EDonnaItalia      sito web

@sabrarola      blog

@donneviola      blog

@didiluce      blog

@albertaferrari      blog su L’Espresso      pagina facebook

@espressonline      pagina facebook

@wondy74      blog su Vanity Fair      pagina facebook

@AIEDRoma      pagina facebook

Lorella Zanardo      Il corpo delle donne

@sforzasimona    blog

@DRepubblicait      sito web SaluteSeno.it

@mammeonline      blog

@afroditeKinfo      blog

@anarkikka      pagina facebook

@fondaz_Veronesi     sito web

Danila Bozzolan      blog

liquida.it      sito web

@lapaperina71      blog

FNP CISL Vicenza      sito web

Federazione Nazionale Pensionati CISL      sito web

Marina Terragni      pagina facebook

Iosempredonna      pagina facebook

Tumore al Seno      gruppo facebook

Tumore al seno e gli uomini gruppo facebook

Emma Morrone Official Forum     pagina facebook

@LaCris297      sito web

@TamaraDona5      pagina facebook

@giorgia_vezzoli      blog

Luciana Savarese      pagina facebook

Pari Opportunità RAI Milano      pagina facebook

Healthdesk      sito web

Marina Senesi     pagina facebook

SOS Donna      pagina facebook

Dorina Macchi      pagina facebook

Vale12Settembre 2013      blog

@Starbene      sito web

Sciadabi     blog

Il Libro di Hahania      blog

Comitato Italiano Femminile di Urologia      pagina facebook

PinkBlog      blog

MSN Salute (SaniHelp)      sito web

Come un’orchidea      pagina facebook

Fiction & Film      pagina facebook

Micol Olivieri      pagina facebook

Ninjalaspia      blog

Virtuos@mente       blog

Panacea      blog

Rete delle donne di Alghero      pagina facebook

Osservatorio Nazionale ed Europeo per il Rispetto delle Pari Opportunità      sito web

Sport & Medicina      pagina facebook

Post-Partum     pagina facebook

Ass. Oncologica San Bassiano      pagina facebook

Uscire dal Silenzio      pagina facebook

Humanitas Research Center      pagina facebook

Hanno re-twittato per noi, fra gli altri:

@stefaniaboleso; @politicadonna; @ginidonnalab; @liaceli; @isabelleadriani; @ferzanozpetek; @la27ora; @SimonaSalmin; @Giraldo_Ale; @TBastianel;@casadonnemilano; @MartaMacBeal; @MimmaPan; @SaraMollaioliOf; @Assorel_live; @lauralaposta

#MottaVisconti “Perché mi fai questo?”

Quasi si riesce a vedere tutto lo stupore del viso di Cristina: “Perché mi fai questo?”.

Lo stupore per un atto insulso, inutile, senza ragione … senza futuro.

“Non c’è stato un raptus o un elemento scatenante – hanno aggiunto gli inquirenti – come una lite, o una brutta notizia: Lissi ha agito in modo lucido, nonostante il folle gesto”

Io non riesco a chiamarlo “folle gesto”. Davvero non mi riesce perché lascerebbe spazio all’infermità mentale.  Ma “ha agito in modo lucido” questo sì riesco a registrarlo e codificarlo con chiarezza nella mente: un gesto lucido e volontario.

Cristina e i suoi bambini sono stati uccisi da un freddo, lucido e volontario assassino.

“Avevano il mostro in caso e non se ne sono accorti”

Cristina e i suoi bambini sono stati uccisi come tante , troppe altre donne e bambini, vittime di un maschio fallito.

 

Tumore al seno – dalla prevenzione alla cura di qualità: il ruolo del volontariato

Non potrò essere presente a Milano, ma sarò presenza rosa in rete con #breastunit

Mancano pochi giorni all’appuntamento del 17 giugno, il convegno di Europa Donna Italia in Regione Lombardia ed abbiamo ricevuto grande sostegno al semplice gesto dimostrativo proposto dalle associazioni di pazienti che aderiscono al nostro movimento – indossare una parrucca rosa e tenersi per mano davanti al palazzo della Regione – che vedrà centinaia di donne presenti durante l’intervallo del convegno, alle 13, e speriamo altrettante che, sulla rete, invieranno la propria foto in rosa, con l’hashtag #breastunit.
Il 2016 è alle porte, la pianificazione sanitaria passa attraverso anche la programmazione economica in supporto alle diverse patologie, ma Europa Donna Italia il 17 giugno ricorderà che troppe donne ancora sono colpite dal carcinoma mammario, che diagnosi precoce e qualità della cura rappresentano l’unica via d’uscita da danni irreparabili e che solo la consapevolezza di questa situazione può indurre le Regioni ad intervenire con celerità.
Nel corso della giornata…

View original post 85 altre parole

Manifesto della rete italiana Women Are Europe

womenareurope

Questo manifesto è il risultato di una scrittura collettiva ed è l’avvio di un percorso politico di scambio e confronto cominciato a Milano il 6 aprile durante il primo incontro della rete Womenareurope.

Da oggi il percorso è aperto all’adesione di singole, associazioni e movimenti che ne condivideranno lo spirito e il contenuto e che lavoreranno per renderlo realtà.
Per aderire inviare una mail a womenareurope@gmail.com

MANIFESTO DELLA RETE ITALIANA

WOMEN ARE EUROPE

wae scrivania

IO DECIDO

 Io decido: con queste parole le donne di Spagna e d’Europa hanno risposto al tentativo di controriforma della legge spagnola sull’aborto.

Io decido vuol dire non accettare imposizioni di alcun tipo sul proprio corpo e sulla propria sessualità.

Io decido vuol dire autodeterminazione: è scegliere di diventare o non diventare madre, è vivere liberamente la sessualità e il proprio orientamento sessuale, è dare spazio ai propri desideri e progetti di vita.

In questo momento di grave…

View original post 867 altre parole

#Bringbackourgirls. Ora il mondo ne parla: aggiornamenti e domande.

E’… agghiacciante. Non solo il fatto in se’, ma anche il silenzio che qui in Italia è seguito per giorni dopo il 14 aprile.

Ex UAGDC

La vicenda delle studentesse nigeriane rapite si evolve.

Le ultime notizie danno i miliziani di Boko Haram nascosti nella foresta con le ragazze. Si parla anche di matrimoni di massa, schiavitù sessuale e mercato nero delle donne. Alcuni genitori, delusi dal governo, sono partiti per delle spedizioni private nella giungla, in cerca delle figlie. Nessun risultato ma la testimonianza di molti abitanti dei villaggi: le hanno viste passare, addentrarsi tra la vegetazione, al fianco di uomini armati.

La petizione lanciata su Change.org perchè il presidente della Nigeria faccia tutto ciò che è in suo potere per trovarle e riportarle in libertà è stata firmata da quasi 300.000 persone. In rete l’hashtag #bringbackourgirls si diffonde a macchia d’olio e sono in molte le donne, le attiviste, le artiste, che hanno voluto aderire alla campagna.

Ha derito con una foto anche Malala Yousazfai, giovanissima studentessa candidata al premio Nobel, attivista…

View original post 670 altre parole

Coloro che sui temi forti ci sono sempre #BringBackOurGirls

Lui c’è.

Un sentito GRAZIE a Mauro Biani.

Libere, Liberi

Mauro Biani per Il Manifesto

Non lasciamole sole.

Didì