#Bringbackourgirls. Ora il mondo ne parla: aggiornamenti e domande.

E’… agghiacciante. Non solo il fatto in se’, ma anche il silenzio che qui in Italia è seguito per giorni dopo il 14 aprile.

Ex UAGDC

La vicenda delle studentesse nigeriane rapite si evolve.

Le ultime notizie danno i miliziani di Boko Haram nascosti nella foresta con le ragazze. Si parla anche di matrimoni di massa, schiavitù sessuale e mercato nero delle donne. Alcuni genitori, delusi dal governo, sono partiti per delle spedizioni private nella giungla, in cerca delle figlie. Nessun risultato ma la testimonianza di molti abitanti dei villaggi: le hanno viste passare, addentrarsi tra la vegetazione, al fianco di uomini armati.

La petizione lanciata su Change.org perchè il presidente della Nigeria faccia tutto ciò che è in suo potere per trovarle e riportarle in libertà è stata firmata da quasi 300.000 persone. In rete l’hashtag #bringbackourgirls si diffonde a macchia d’olio e sono in molte le donne, le attiviste, le artiste, che hanno voluto aderire alla campagna.

Ha derito con una foto anche Malala Yousazfai, giovanissima studentessa candidata al premio Nobel, attivista…

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