Manifesto della rete italiana Women Are Europe

womenareurope

Questo manifesto è il risultato di una scrittura collettiva ed è l’avvio di un percorso politico di scambio e confronto cominciato a Milano il 6 aprile durante il primo incontro della rete Womenareurope.

Da oggi il percorso è aperto all’adesione di singole, associazioni e movimenti che ne condivideranno lo spirito e il contenuto e che lavoreranno per renderlo realtà.
Per aderire inviare una mail a womenareurope@gmail.com

MANIFESTO DELLA RETE ITALIANA

WOMEN ARE EUROPE

wae scrivania

IO DECIDO

 Io decido: con queste parole le donne di Spagna e d’Europa hanno risposto al tentativo di controriforma della legge spagnola sull’aborto.

Io decido vuol dire non accettare imposizioni di alcun tipo sul proprio corpo e sulla propria sessualità.

Io decido vuol dire autodeterminazione: è scegliere di diventare o non diventare madre, è vivere liberamente la sessualità e il proprio orientamento sessuale, è dare spazio ai propri desideri e progetti di vita.

In questo momento di grave…

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#Bringbackourgirls. Ora il mondo ne parla: aggiornamenti e domande.

E’… agghiacciante. Non solo il fatto in se’, ma anche il silenzio che qui in Italia è seguito per giorni dopo il 14 aprile.

Ex UAGDC

La vicenda delle studentesse nigeriane rapite si evolve.

Le ultime notizie danno i miliziani di Boko Haram nascosti nella foresta con le ragazze. Si parla anche di matrimoni di massa, schiavitù sessuale e mercato nero delle donne. Alcuni genitori, delusi dal governo, sono partiti per delle spedizioni private nella giungla, in cerca delle figlie. Nessun risultato ma la testimonianza di molti abitanti dei villaggi: le hanno viste passare, addentrarsi tra la vegetazione, al fianco di uomini armati.

La petizione lanciata su Change.org perchè il presidente della Nigeria faccia tutto ciò che è in suo potere per trovarle e riportarle in libertà è stata firmata da quasi 300.000 persone. In rete l’hashtag #bringbackourgirls si diffonde a macchia d’olio e sono in molte le donne, le attiviste, le artiste, che hanno voluto aderire alla campagna.

Ha derito con una foto anche Malala Yousazfai, giovanissima studentessa candidata al premio Nobel, attivista…

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Coloro che sui temi forti ci sono sempre #BringBackOurGirls

Lui c’è.

Un sentito GRAZIE a Mauro Biani.

Libere, Liberi

Mauro Biani per Il Manifesto

Non lasciamole sole.

Didì

Nigeria: #BringBackOurGirls Non stiamo in silenzio.

Facciamo rete, non lasciamole sole.

Dal blog minguo.info – democracy for the worl: “234 studentesse nigeriane sono state rapite dalla loro scuola nell’aprile 2014 e i media non stanno dando la giusta rilevanza a questa notizia. Questa sezione mira non solo a fornire informazioni relative alla copertura mediatica di questo avvenimento, ma, molto più importante, ad organizzare i nostri sforzi per spingere i Governi e i mass media dei nostri rispettivi Paesi ad agire!” http://en.minguo.info/wiki/forgotten/schoolgirls/italian 

Da  Squer.it  ” Sulla vicenda delle studentesse nigeriane, più di duecento e tutte di età compresa tra i 16 e i 18 anni, prigioniere del gruppo jihadista Boko Haram dallo scorso 14 aprile… “

Facciamo sentire la nostra voce fino alla liberazione delle ragazze. Su twitter è attivo l’hashtag #BringBackOurGirls per informazioni e la campagna seguite il profilo @BringGirlsBack 

Un GRAZIE a Paola Paladini @PillaPaladini che ha fatto partire una raccolta firme su Change.org con richiesta all’ONU al Parlamento Europeo al Governo Italiano perché intervengo sul governo Nigeriano per la liberazione delle ragazze rapite e messe in vendita a 12$.

Sul blog di DonneViola trovate l’appello lanciato da Amnesty International.

Non possiamo tacere