Quando l’omofobia viene spacciata per libertà educativa

Ex UAGDC

“Piccolo blu e Piccolo giallo” è un libro diventato un classico della letteratura per l’infanzia, racconta la storia di due macchie di colore diverso, che si incontrano e si fondono in una storia di amicizia e di riceproco rispetto delle diversità.
“Pezzettino” è la storia di chi si sente diverso dagli altri e si incammina alla ricerca della propria identità per trovarla alla fine in se stesso e festeggiare con gli amici questa scoperta.
“E con Tango siamo in tre” racconta la vicenda di due pinguini maschi che trovano un uovo abbandonato e decidono di covarlo e crescere insieme il piccolo.

d945e30e-4b37-11e3-8dc2-20cf306dc1ee_497_300 Immagine di una perisolosa famiglia “non tradizionale” dal libro Con tango siamo in tre

Questi sono tre dei titoli facenti parte del progetto“Leggere senza stereotipi” promosso dal comune di Venezia. Lo scopo del progetto è quello di rifornire le biblioteche delle scuole dell’infanzia del comune di testi che…

View original post 779 altre parole

Mujeres libres #WomenNotAfraid

Le puttane. Le dignitose.
La festa che non ci fu
I braccianti delle campagne della Patagonia argentina avevano incrociato le braccia contro i salari bassissimi e le lunghissime giornate lavorative, e l’esercito si incaricò di ristabilire
l’ordine. 
Fucilare stanca. In quella notte di oggi del 1922 i soldati, esausti di cosi tante uccisioni, andarono al bordello del porto San Julián a ricevere la loro meritata ricompensa. 
Ma le cinque donne che vi lavoravano gli chiusero la porta in faccia e li svergognarono al grido di: Assassini, assassini, via di qui…» 
Osvaldo Bayer ha conservato i loro nomi. Si chiamavano Consuelo Garcia, Ángela Fortunato, Amalia Rodriguez, Maria Juliache e Maud Foster. 
(I figli dei giorni 17 febbraio )
 
………………………………………
Liberatrici brasiliane
Oggi, nel 1770, fini il regno di Teresa di Benguela a Quaritere.
Questo era stato uno dei santuari della libertà degli schiavi fuggitivi in Brasile. Per vent’ anni Teresa aveva fatto impazzire i soldati del governatore del Mato Grosso. Non riuscirono a prenderla viva. 
Nei nascondigli della foresta ci furono diverse donne che, oltre a cucinare e a partorire, furono capaci di combattere e di comandare, come Zacimba Gambá, nello Stato di Espirito Santo, Mariana Crioula, nell’interno di Rio de Janeiro, Zeferina a Bahia e Felipa Maria Aranha a Tocantins. A Pará, sulle rive del fiume Trombetas, nessuno metteva in
discussione gli ordini della Mae Domingas. Nel vasto rifugio di Palmares, ad Alagoas, la principessa africana Aqualtune governò un villaggio libero finché fu incendiato dalle
truppe coloniali nel 1677. 
Esiste ancora, e si chiama Conceiqao das Crioulas, a Pernambuco, la comunità fondata nel 1802 da due nere fuggitive, le sorelle Francisca e Mendecha Ferreira. Quando le truppe schiaviste erano ormai vicine, le schiave liberate riempivano di sementi le loro frondose chiome africane. Come in altri luoghi delle Americhe, trasformavano le loro teste in granai, nel caso in cui avessero dovuto scappare .in fretta e furia.
(I figli dei giorni 3 marzo )
 
……………………………………..
La prima ammiraglia
La battaglia di Salamina terminò cinque secoli prima di Cristo. Artemisia, prima ammiraglia della storia universale, aveva avvisato Serse, re di Persia: lo stretto dei Dardanelli era un brutto posto perché le pesanti navi persiane combattessero contro le agili triremi greche. 
Serse non la ascoltò. Ma nel bel mezzo della battaglia, quando la sua flotta stava subendo
una solenne sconfitta, non poté far altro che lasciare il comando in mano ad Artemisia, e cosi riuscì a salvare, perlomeno, alcune navi e un po’ d’onore. 
Serse, vergognoso, riconobbe: «Gli uomini si sono trasformati in donne, e le donne in uomini». 
Intanto, lontano da lì, un bambino di nome Erodoto compiva i suoi primi cinque anni di vita. 
Tempo dopo, raccontò lui questa storia.
(I figli dei giorni 19 settembre)
…………………………………………..
“Tutti i giorni hanno una loro storia da raccontare, che vale la pena ascoltare. Come i maya, credo che siamo figli dei giorni, e in quanto tali siamo fatti di atomi ma anche di storie”
(E. Galeano – I figli dei giorni)
i figli dei giorni
Un sentito grazie a Gabriele, uomo dalla U maiuscola, per averlo condiviso con me.
Didì

#8Marzo – Le donne lo sanno.

Ho fatto molte cose nella mia vita, ma di occuparmi dell’organizzazione di una mostra d’arte non mi era capitato mai.

l’Altro ieri hanno terminato l’installazione dei quadri per questo 8 marzo ed era sera inoltrata ormai quando finalmente riesco a trovare il tempo per fare un giro in sala.

Non c’è più nessuno.

Sono sola. Io e me.

Scatto alcune foto dell’ambiente che ospita la mostra di sole artiste donne.

Non c’è una buona luce. Le lampade sul soffitto si specchiano sui vetri dei quadri e disturbano l’osservatore. Me ne accorgo con più consapevolezza quando rivedo le foto appena scattate. Faremo l’inaugurazione l’indomani nel tardo pomeriggio e spero che le luci non diventino un problema.

No, non c’è una buona illuminazione, ma quel quadro mi salta comunque agli occhi.

foto4

O, per meglio dire, mi salta comunque al cuore. Mi avvicino è scatto una foto

ALBATROS - Antonia Bortoloso

Antonia Bortoloso

Le donne lo sanno. Lo sanno da dentro. Lo comprendono con le cellule prima che con la mente.

Non so se sia per un fattore genetico o per istinto o per substrato culturale, ma sono certa che qualunque donna vedendo questo quadro capisce all’istante l’intenzione dell’artista.

C’è una poesia in basso a destra del quadro, lì le fastidiose luci non disturbano l’osservatore.

Mi avvicino e leggo: 

Io ero un uccello
dal bianco ventre gentile,
qualcuno mi ha tagliato la gola
per riderci sopra
non so.
Io ero un albatro grande
e volteggiavo sui mari.
Qualcuno ha fermato il mio viaggio,
senza nessuna carità di suono.
Ma anche distesa per terra
io canto ora per te
le mie canzoni d’amore.

La riconosco subito. Subito. E mi scivola una lacrima.

Ma non importa, tanto non c’è nessuno.

Sono sola. Sono solo io e me.

Anzi… no.

Con me c’è Alda Merini e la sua poesia e c’è Antonia, che ha realizzato il quadro.

Ci sono le donne che non ho mai conosciuto, ma di cui ho letto sui giornali perché vittime di #femminicidio.

Ci sono le bambine vittime di infibulazione.

Ci sono le donne vittime di maltrattamenti, donne private della possibilità di decidere di se stesse e del loro corpo, del loro futuro… 

Con me ci sono le Donne. Quelle stesse donne che, come nel quadro di Antonia, sono state strappate, stracciate, ferite nel corpo e nell’anima.

Vorrei si smettesse, e vorrei lo facessero le giovani donne in primis, di chiamare l’8 marzo “festa della donna”. Perché da festeggiare, davvero, non c’è niente.

E le donne lo sanno, lo sanno da dentro, lo sanno nelle cellule.

Didì

P.S.: ringrazio di cuore Antonia Bortoloso per la sua arte e per la sua sensibilità e per avermi permesso di utilizzare, su questo piccolo blog, la foto “rubata” l’altra sera.

 

#8Marzo: festa dell’autodeterminazione!

Al di là del Buco

Bh4DWYvIAAAVdEH.jpg-large

Perché questo dovrebbe essere. La giornata in cui, se proprio si vuole, si ricorda che ci sono mille lotte, persone, soggetti autodeterminati ai quali non può essere imposta alcuna visione morale dall’alto. Nessuna militarizzazione dei pensieri, nessuna costrizione dei corpi, nessuna prigione morale. Una giornata laica in cui si celebra l’autodeterminazione e basta, che già sarebbe un passo avanti, perché dire “donna” di per se’ non significa niente. Non esiste un modello dell’esser donna. Esiste una battaglia che è comune a tante persone per il rispetto dell’autodeterminazione di ciascun@ a prescindere dalle scelte che tu farai.

View original post 730 altre parole

#8marzo: IO DECIDO!

womenareurope

Le donne scendono in piazza in tutta Europa e non solo. Numerosissime le città spagnole dove sono previste manifestazioni, così come in Italia e a Parigi, Londra, Vienna, Berlino, Edimburgo per rivendicare il diritto alla libertà di scelta sulla propria salute riproduttiva, sostenendo la lotta delle donne spagnole: #8 marzo #IO DECIDO!

Riportiamo qui alcuni appuntamenti in Italia e in Europa, se avete altre informazioni o notizie mandatecele così aggiorneremo il blog e l’evento FB.

cropped-yo-decido-anarkikka.jpg

MANIFESTAZIONI #8marzo in Italia: IO DECIDO

TORINO – 8 MARZO ore 14:30 -Piazza Vittorio

Invece di limitare la libertà di scelta, costruiamo percorsi di consapevolezza e liberazione, quali la prevenzione, la contraccezione, la valorizzazione delle differenze e l’educazione sessuale nelle scuole.

Autodeterminazione è consapevolezza
Autodeterminazione è contraccezione libera e gratuita
Autodeterminzaione è scegliere di essere madre

Questo 8 marzo, in tante città europee il movimento delle donne ha deciso di reagire per costruire una rete che…

View original post 1.427 altre parole

I poveri clienti sfruttati: mail-bombing a Panorama

Ex UAGDC

In questi giorni è ‘scoppiato’ un nuovo caso di prostituzione minorile. Abbiamo visto nei mesi scorsi come la stampa abbia creato un caso mediatico attorno a ciò che è accaduto alle due ragazzine di Roma che si prostituivano. Nei salotti televisivi si alternavano interi servizi dedicati a questo episodio di cronaca con stereotipi che insegnano già alle bambine che il corpo femminile “vende”. Giornali, trasmissioni televisive, telegiornali si concentravano sulle cause che hanno portato le due ragazzine dei Parioli a vendere il proprio corpo, con toni criminalizzanti.

Lo scandalo tutto italiano si è concentrato attorno alla presunta perdita di valori delle adolescenti di oggi con articoli su un fenomeno in crescita. Poco importa alla stampa se gli italiani sono al primo posto nel mondo per viaggi all’estero in cerca di mete dove il sesso con i minori è più accessibile. Nessun articolo ha ritenuto molto importante parlare di padri di…

View original post 547 altre parole