Lotto marzo #daywithoutawoman #nonunadimeno

DonneViola

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Ci sono mille e più motivi per scioperare l’otto marzo.

Ne elenchiamo alcuni:

  1. La violenza sulle donne che non si arresta perché nella società odierna la donna è vista ancora come un oggetto di proprietà. Mancano inoltre politiche mirate a un’educazione di rispetto e gli appelli, che sono stati fatti in tutti questi anni per avere un ministero ad hoc, sono stati totalmente inascoltati. Noi donne serviamo spesso in campagna elettorale ma poi i politici e le politiche, che sono preposti ad attuare politiche mirate all’uguaglianza, si eclissano totalmente se non per apparire in campagne a dir poco oscene come quelle sulla fertilità.
  2. Il diritto della donna alla scelta dell’aborto. Sono pochissimi i medici non obiettori che esercitano nelle strutture ospedaliere e questo impedisce alla donna di poter esercitare la sua facoltà di scelta. La legge 194 è inapplicabile a causa dell’obiezione troppo alta. In questo caso vi invitiamo a…

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#17Aprile #NoTriv #Referendum

Se il governo Renzi pensava che saremmo tutti stati zitti e che il    Referendum     sarebbe passato innosservato grazie alla circolare del Ministero degli Interni che obbliga al silenzio tutte le amministrazioni pubbliche


be’…si è sbagliato di grosso.

Io il #17Aprile voterò #Sì per dire #notrivelle nel nostro mare. Perchè penso che un bicchiere di petrolio o di gas, non valga mai quanto un mare sano e protetto. Ma soprattutto perchè da questo governo mi aspetto rispetto per gli impegni presi: le energie rinnovabili sono la sola risposta al bisogno di energia, alla tutela dell’ambiente e della salute di tutti. Non era così che dicesti “caro” #Renzi?

Toglimi le mani di dosso

‘Ma questo si saprà in Paese?’

 

“Mi chiamava lurida mula”.

“…salì sulla mia pancia e mi diede tante di quelle botte che persi il mio bambino”.

Di Vincenzina e della sua vita conosco solo quello che i giornali raccontano.

Ma il suo racconto è anche il racconto di altre 6 milioni e 788 mila donne (dati ISTAT)

Delle parole di Vincenzina, questa è quella che più di tutte mi rimbomba nel cervello: ‘Ma questo si saprà in Paese?

Povera Vincenzina, vittima di un marito violento e di una cultura patriarcale che vuole l’uomo dominante e la donna sottomessa.

Deve essere stato liberatorio per lei: “L’ho ucciso con il bastone con cui mi picchiava”.

Ma non è così che avrebbe dovuto finire Vincenzina.

Non dovrebbe mai finire così.

Ma nemmeno mai dovrebbe essere instillato nelle coscienze che se un uomo malmena una donna il senso di colpa e la vergogna sia di lei e solo di lei Family Day – Roma 20 giugno 2015

Anche se domani, sì, si saprà in paese.

Il lavoro in Italia, se sei donna …

Non posso esimermi dal rebloggare il post.
Grazie Luigia.

 Il lavoro in Italia è già pieno di difficoltà e costellato di incertezza. Il lavoro in Italia, per una donna, è un percorso a ostacoli ed è fonte di costanti, enormi sacrifici e lotte contro il tempo (e non solo contro il tempo).

Il lavoro in Italia, se sei una donna e se hai anche affrontato un carcinoma al seno, si avvicina alla frontiera dell’impossibile più di quanto non si possa immaginare.

Quando si affronta  il tumore al seno, la vita di una donna si trasforma, in ogni sua sfumatura… non c’è più “la vita”, ma “la vita prima” e “la vita dopo” il tumore. Spesso, per queste donne, la salita più ripida ed insidiosa è proprio quella che ci si trova davanti quando arriva il momento di affrontare “la vita dopo”, il secondo capitolo… il ritorno a quello che si faceva prima, sapendo che non si è più la stessa donna…

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Caso Loris: sbatti la mostra in prima pagina

Chapeau.
Grazie per l’approfondita analisi.

DonnexDiritti di Luisa Betti Dakli

strega

“Il vero padre scoperto a 14 anni, un rapporto burrascoso con una madre che mette al mondo cinque figli con tre uomini diversi, la voglia di morire che spunta prepotente per ben due volte nella mente ancora adolescente, un figlio arrivato forse troppo presto, quando le ragazze della sua età vanno ancora a scuola e pensano solo a come divertirsi il giorno dopo: c’è stato molto dolore nella vita di Veronica Panarello. E se questa madre ragazzina, che 26 anni l’ha compiuti solo un mese fa, c’entra davvero qualcosa con la morte del piccolo Loris, forse qualche risposta bisognerà andarla a cercare nel suo passato”. Sembra l’incipit di un romanzo d’appendice e invece è l’inizio di un lungo articolo dell’Ansa che va a scavare nel passato della mamma del piccolo Loris, il bambino ucciso il 29 novembre a Santa Croce Camerina, vicino Ragusa. La donna, sottoposta a lunghi interrogatori in cui si è…

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Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

La Stanza dei Libri di Arwen

Oggi è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Ma questo non sarà l’articolo che ci si può aspettare da una donna, non sono di quelle che si fanno i selfie con la scritta “ora basta”, non sono di quelle che vogliono le quote rosa o che sguazzano in teorie parafemministe.Questo articolo parlerà solo delle donne e della violenza che subiscono da anni, da secoli:
fra le mura di casa alla mercé di padri/mariti padroni;
nelle pubblicità che le mercificano come carne da materasso utile per attrarre l’attenzione sul prodotto in vendita (sia esso uno yogurt o un paio di calze);
nelle leggi che in passato – e ancora oggi in alcuni paesi – le hanno mortificate e umiliate negando diritti e uguaglianza, instillando questi principi nella mentalità comune;
nel mondo del lavoro in cui una donna che fa carriera “chissà a chi l’ha data per arrivare dov’è” e…

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25 Novembre 2014 – Creare una cultura di rispetto

485567_10152745768085783_8400332725827319592_nQualche giorno fa ho avuto il privilegio di conoscere di persona ed ascoltare @vittoriadoretti, donna, medico rianimatore, appassionata del suo lavoro, che ha inventato, tenacemente implementato a Grosseto ed ora sta diffondendo in tutta Italia il #codicerosa, un protocollo di intervento in emergenza sulle vittime di violenza domestica. Le donne, soprattutto, ma anche i bambini e – sempre più spesso – gli anziani di oltre 65 anni. Tutte persone in stato di “fragilità” oggettiva, emotiva e sociale.

Potrebbe sorprenderci l’escalation di violenza su minori e anziani, non ci sorprende ormai più quella sulle donne, che da due anni i media ci raccontano, con linguaggio quasi mai appropriato, quotidianamente. Eppure dovrebbe sorprenderci, nel 2014, che le donne continuino ad essere “soggetti fragili” e che il World Economic Forum certifichi come la violenza sulle donne supera in intensità quella generata dalle guerre in corso!

La realtà purtroppo è che molto…

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#GIOVANI #LIBERIDIAMARE UNA GARA DI IDEE: VOCE ALLE DONNE

Anch’io nel mio piccolo sostengo l’iniziativa di AIED Roma #GIOVANI #LIBERIDIAMARE 

“Nel nostro paese sono ancora troppe le barriere culturali che impediscono una corretta informazione sul sesso e tutto ciò che lo riguarda.

Aumentano i casi di malattie sessualmente trasmissibili, gravidanze indesiderate, rapporti vissuti con superficialità e violenza, omofobia, mancanza di rispetto.
E tra i giovani e giovanissimi regna molta confusione sulla contraccezione, la prevenzione, la salute riproduttiva, la sessualità sana e felice.

L’iniziativa
Per questo motivo l’AIED (Associazione Italiana per l’Educazione Demografica) di Roma e Cocoon Projects hanno deciso di lanciare un contest che coinvolge direttamente i ragazzi di tutta Italia e li invita a presentare progetti creativi e innovativi per promuovere efficacemente una sessualità consapevole e felice, basata su una cultura di prevenzione e salute.

I progetti, indirizzati ai teenager, dovranno essere realizzabili e con un impatto concreto sulla realtà.

Le proposte presentate verranno votate prima dalla comunità online e poi da un comitato. Le prime 5 parteciperanno ad un pitch contest durante il convegno che si terrà il 28 novembre e in cui si eleggerà il team al primo posto.

Il premio
Durante il convegno il comitato decreterà la squadra vincitrice del contest che riceverà un premio del valore totale di 10.000€: 3.000€ in denaro e 7.000€ in servizi di supporto alla definizione e all’avvio del progetto erogati da Cocoon Projects nei 3 mesi che seguiranno l’evento.”

Tutte le informazioni le trovate sul sito di AIED ROMA

La Terza Guerra Mondiale a #Kobane : di quello che ne ho capito

Bello il post di Donne Migranti, altrettanto bello il commento di Donne Viola.
Grazie ragazze.

donnemigranti

A 50 metri dalla frontiera turca, i kurdi dell’YPG-PKK (sigle dei due principali movimenti di guerriglia curdi, siriano e turco) si battono contro l’ISIS o meglio l’IS, lo Stato Islamico, un amalgama di movimenti jihadisti attualmente in campo in Siria e in Iraq, esito scontato della non intervenzione occidentale nella sanguinaria guerra siriana e conseguenza delle guerre di Iraq e Afghanistan.

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#madovesonolefemministeecheduepalle

lamartocchia

A tutti quelli (ma soprattutto quelle, per essere sincere), che per ogni notizia riguardanti soprusi nei confronti delle donne, si ergono con post con la fatidica frase “MA DOVE SONO LE FEMMINISTE?” consiglio vivamente di informarsi leggendo Luisa Betti e Giulia Siviero.

Le trovate qui:

http://bettirossa.com/

http://ilmanifesto.info/blog/anziparla/

Non hanno contro indicazioni, e fanno bene alla salute.

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SI’, SI PUO’. IN SPAGNA SI FESTEGGIA (con riserva) E SI RILANCIA … DOMENICA 28 SETTEMBRE GIORNATA INTERNAZIONALE PER LA DEPENALIZZAZIONE DELL’ABORTO

womenareurope

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La controriforma della legge spagnola sull’aborto e’ stata ritirata. Gallardon si e’ dimesso e abbandona la politica, ma la mobilitazione delle donne prosegue.

Justa Montero. Asamblea femminista de Madrid
“Domenica 28 settembre, giorno internazionale per la depenalizzazione dell’aborto, ci saranno manifestazioni convocate dal movimento femminista in molte città. Sarà una magnifica occasione per incontrarci tutte e tutti e celebrare, manifestare che sì,  si può. Si è potuto con Gallardón e si potranno fermare anche i piani del governo che il presidente si è affrettato ad anticipare: nuovi limiti alla capacità di decisione delle giovani (ndr: necessità  del permesso dei genitori per abortire) ed un piano di “protezione” della “famiglia”, …. Questo se non decidono di accelerare la sentenza del Tribunale Costituzionale sul ricorso presentato contro l’attuale legge. Una legge che effettivamente richiederebbe modificazioni, ma in un senso radicalmente opposto a quello proposto dal governo, per ottenere che l’aborto stia fuori del…

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